Dal dizionario di
Ontopsicologia apprendimento è disposizione a percepire ciò che è per me. Etimologicamente significa: mi approprio dell’intimo. Cioè imparo a conoscere me stesso come sono realmente, come la natura mi ha fatto e una volta che mi conosco bene… capisco quali scelte mi portano alla salute, all’evoluzione. Ogni scelta coerente con la mia natura mi fa crescere, aumenta la mia intelligenza, mi consente di fare meglio domani.
Ogni forma di insegnamento, secondo la scuola ontopsicologica, dovrebbe dare la tecnica e gli strumenti per consentire al bambino (poi ragazzo, poi adulto) la realizzazione, nella sua vita, del proprio potenziale di nascita.
Di fatto nella pratica quotidiana l’apprendimento si rivela invece l’acquisizione di modelli già predisposti, di standard operativi che, una volta memorizzati, saremo portati a ripetere sempre uguali. Cioé, se fin da piccoli ci insegnano che il latte è buono e fa bene berlo a colazione e ce lo impongono come dovere quotidiano per la nostra salute, ogni mattina berremo latte e da adulti probabilmente, anche se fa bene, continueremo la prassi senza chiederci se ne abbiamo sempre voglia o se continua a piacerci il sapore, o se in quella mattina sarebbe più piacevole per il palato bere una spremuta.
Ma se ci insegnassero come conoscerci bene nella nostra natura ed a scegliere secondo il criterio di cosa è bene per noi (cosa ci piace, ci va di fare, ci aiuta a crescere, ecc. nel rispetto del sociale), innanzitutto impareremo che non esiste una unica colazione possibile ma ogni mattina potremmo fare la colazione più gustosa in quel giorno e in quel luogo.
Una
pedagogia che consente la comprensione e lo sviluppo del progetto di natura, come è la pedagogia ontopsicologica, porta ad un individuo prima di tutto sano, e poi in grado di realizzare se stesso in modo sempre creativo.